Il precariato visto da un quarantenne, una prospettiva apocalittica

Venerdì, 30 Marzo, 2007

L’Italia è all’ultimo posto al mondo per investimenti in ricerca e università, al settimo per le spese militari1. Nelle dichiarazioni dei redditi per il 2005 solo il 2% dei contribuenti dichiara oltre i 100.000 euro, mentre il reddito medio si attesta a circa 23000; ma in una grande città come Torino – per esempio – circolano oltre 75.000 auto di lusso, a fronte di poco più di 8000 superricchi2.

I forti contrasti che emergono da queste poche cifre impongono alcune considerazioni. Le sfide lanciate dalla globalizzazione alle società postindustriali avanzate sono state raccolte in modo diverso da paesi più sviluppati. L’Italia si è prodotta – con risultati contraddittori – nell’immane sforzo di risanare i propri conti pubblici, ma ha rinunciato a effettuare politiche di sviluppo credibili, lasciando campo libero alle imprese private nazionali e multinazionali, a cui non è parso vero poter approfittare di una mano d’opera – spesso e volentieri soprattutto intellettuale – molto giovane, molto precaria e molto poco flessibile.

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Torino non è una città grigia?

Martedì, 27 Febbraio, 2007

Hanno aggiunto nuovi colori a Torino.
Prima l’arancione e poi il giallo fosforescente degli arredi urbani olimpici e post-olimpici, disseminati in serie tra gli alberi secolari dei controviali, stilizzati per incuriosire l’occhio straniero, accostati alla città antica in segno di rottura.
Mi guardo intorno e cammino perplessa sotto affezionati portici, che non hanno bisogno di pannelli luminosi, ma che prendono il colore del tempo.
(A pensarci bene, senza una città grigia sullo sfondo nessun segno fluorescente avrebbe ottenuto lo stesso effetto).


Commento a “Lezioni Americane” – 1.Lightness

Martedì, 27 Febbraio, 2007

Calvino dedica la sua prima lezione americana al valore della leggerezza, contro la «pesantezza, l’inerzia e l’opacità del mondo, qualità che s’attaccano subito alla scrittura,se non si trova il modo di sfuggirle»1.
Mondo Medusa, mondo di pietra è quello a cui Calvino vuol sfuggire. L’allegoria del rapporto poeta/mondo è dipanata da Calvino nel mito di Perseo (Poeta) e Medusa (Mondo).
In una scena del film2 dell’autore americano Paul Schrader sulla vita e la opera di Yukio Mishima il protagonista afferma che il mondo non sa che farsene delle parole, ma che le parole possono cambiare il mondo. Leggi il seguito di questo post »


Torino potrebbe essere così…

Lunedì, 26 Febbraio, 2007

Se la città in cui siamo stati destinati a vivere fosse contraddistinta da unici colori sempre uguali, forse non avremmo neanche voglia di svegliarci la mattina perché, già al nostro risveglio, sapremmo che per tutto il giorno i nostri occhi non potrebbero godere della fantasia cromatica necessaria alla nostra quotidiana sopravvivenza. Se il cielo fosse sempre azzurro, gli alberi sempre verdi, il volto delle persone sempre rosa e i tetti delle case sempre rossi, a cosa servirebbe vivere e, al tempo stesso, condividere la vita? A nulla, penso, o – comunque – a molto poco. Se invece ogni giorno i sopravvissuti tram cambiassero colore, e così i banchi di Palazzo Nuovo e le mele di Porta Palazzo, ci sarebbe più gusto nel socchiudere gli occhi la notte per fare l’amore o per decidere cosa sognare, e nel riaprirli la mattina assaporando, ancora nel letto, la dolce sorpresa di quale tinta sarà la strada che oggi percorreremo per andare a scuola.
Torino potrebbe essere così, cambiare sfumature ogni giorno, senza mai snaturare la propria identità, ma proprio perdendola un po’, questa identità; potrebbe provare ad aprirsi ad una fantasia che, forse, non ha mai posseduto, ma che ha sempre desiderato; potrebbe, insomma, tentare di dipingere la sua storia. Una storia, a tratti, in bianco e nero e che, da troppo tempo ormai, sembra impaziente di essere raccontata.


Esercitazione – Pubblicità per il web

Venerdì, 23 Febbraio, 2007

Un’azienda leader nell’edilizia pubblica.

Nei suoi oltre cent’anni di attività ACME ha sviluppato nel settore della realizzazione di opere pubbliche professionalità e competenze molto avanzate, caratteristiche dell’abilità con cui affronta questo particolare e complesso mercato.

Un’offerta completa per il committente.

Per l’edilizia pubblica è disponibile un’offerta completa per il committente:

  • organizzazione flessibile e rodata, rispettosa del capitolato
  • stretta collaborazione tra progettisti, direzione lavori, staff tecnico e maestranze
  • particolare cura alle finiture e ai dettagli di costruzione
  • conoscenza approfondita delle normative vigenti
  • forte competenza sugli aspetti contabili, finanziari e gestionali del progetto
  • continuo e proficuo scambio di informazioni a tutti i livelli gerarchici, per accogliere e condividere suggerimenti migliorativi
  • capacità di scegliere i fornitori migliori e più adatti alle specificità del capitolato

Una struttura professionale all’avanguardia.

Per le esigenze dei lavori pubblici su commessa, ancor oggi voce consistente del suo business, ACME si è dotata di un reparto amministrativo e di un ufficio tecnico ad hoc per sviluppare i singoli progetti esecutivi. Edilizia residenziale e sanitaria, impianti sportivi, infrastrutture oppure di opere di urbanizzazione: ACME non agisce come una semplice impresa appaltatrice, ma coordina tutte le attività e le professionalità coinvolte, per ottenere la soddisfazione degli utenti finali.


Appunti

Giovedì, 22 Febbraio, 2007

Oggi ho preso appunti

Esattamente 116 in circa un ora e venti minuti

Possiamo dire anzi diciamo (45) circa uno al minuto.

Ecco (26) insomma (20) è stata una lezione interessante.

Evidentemente.

Senza nulla a pretendere

F.to i Fratelli Capone (che siamo noi)


nuova esercitazione – a fra poco!

Mercoledì, 21 Febbraio, 2007

ciao ragazzi!

Spero stiate bene nonostante l’atmosfera quaresimale e il cielo grigio (stavolta non valgono le vostre argomentazioni cromatiche!)

Ci vediamo fra poco.

Comincio a inoltrarvi, come preview, un modello di esercitazione secondo me molto utile che faremo tra oggi e venerdi’. Ne parliamo poi in classe. Ciaooooooo!

I lavori pubblici. Un’eccellenza costruita nel tempo

La realizzazione di opere pubbliche accompagna fin dall’inizio la storia imprenditoriale della ACME. Nei suoi oltre cent’anni di attività, l’azienda ha sviluppato in questo settore professionalità e competenze molto avanzate, che si manifestano nell’abilità con cui affronta il particolare e complesso mercato dei lavori pubblici, con le sue regole, le sue procedure, le sue caratteristiche tecniche e gestionali.

Nell’edilizia pubblica ACME è in grado di offrire al committente serietà e professionalità, che in questo settore significano soprattutto:

un’organizzazione flessibile e rodata, capace di rispettare attentamente il capitolato

una stretta collaborazione tra progettisti, direzione lavori, staff tecnico e maestranze

una particolare cura alle finiture e ai dettagli di costruzione (pavimenti, rivestimenti, impianto elettrico e di condizionamento, serramenti, muratura interna, ecc.)

una conoscenza approfondita delle normative vigenti

una forte competenza sugli aspetti contabili, finanziari e gestionali del progetto

un continuo e proficuo scambio di informazioni a tutti i livelli gerarchici per accogliere e condividere suggerimenti migliorativi

la capacità di scegliere i fornitori migliori e più adatti alle specificità del capitolato.

Per far fronte alle esigenze tipiche dei lavori pubblici su commessa, che rappresentano ancora oggi una delle voci più consistenti del suo business, ACME ha ritenuto opportuno dotarsi al suo interno di un reparto amministrativo e di un ufficio tecnico ad hoc, con il compito di sviluppare i singoli progetti esecutivi.
Che si tratti di edilizia residenziale e sanitaria, di impianti sportivi, infrastrutture oppure di opere di urbanizzazione, ACME non agisce come una semplice impresa appaltatrice, ma diventa il propulsore, il centro di coordinamento di tutte le attività e le professionalità coinvolte, al fine di soddisfare al meglio ciò che conta davvero: la soddisfazione degli utenti finali.

Totale numero caratteri (spazi inclusi) = 1963

Obiettivi:
a) Ridurre il corpo del testo del 40% (per arrivare a un max di 1.200 caratteri, spazi inclusi), cercando di non perdere nessun contenuto strategico o informazione utile
b) Ripensare il testo (nato per una brochure cartacea) in funzione di una fruizione digitale (pagina web del sito ufficiale ACME)
c) provare a suddividere il testo in tre paragrafi/blocchi di testo, ciascuno introdotto da un titoletto di 8 parole max.


Torino non è una città grigia

Venerdì, 16 Febbraio, 2007

Torino è una città…arancione! Avete mai provato a creare il colore arancione per dipingere? …, beh è quasi impossibile riuscirci. Per me Torino è arancione, una città poliedrica ed indefinibile, a tratti imponente con i suoi palazzi d’epoca, ricca d’arte e di storia, a tratti oscura e triste con i suoi quartieri più degradati.
Per me Torino è amore ed odio insieme, splendida in centro nelle rare giornate di cielo terso, il giorno della StraTorino quando tutti scendono in strada per festeggiare oppure durante le Olimpiadi con i suoi mille poliziotti che hanno reso tutta la città frequentabile nella più assoluta tranquillità. Talvolta amabile dunque talaltra temibile, quando sbagli strada e ti trovi in una zona mal frequentata, dove devi temere non solo per la tua borsa.
Ma forse questa è una caratteristica inevitabile per ogni grande città dove tutto diviene impersonale e la vita scorre tra l’indifferenza di mille persone che si affrettano, ognuna chiusa nel suo piccolo mondo… oppure è solo la visione di una ragazza cresciuta in campagna, felice di tornare nel verde ogni sera, lontano dal caos della città.
Mariateresa


Compito per Mario Torino non è…

Martedì, 13 Febbraio, 2007

Torino non è una città grigia.
Torino è una città verde.
Perché a ovest la collina la racchiude con declivi dolci e boschivi, il Po, la Dora e la Stura, la solcano donandole rive calme e verdeggianti. È disseminata di parchi, che dal Valentino alla Tesoriera, dalle Vallere alla Colletta, dai giardini Reali alla Pellerina la rendono unica nel suo genere di città.Inoltre è divisa da grandi viali alberati tutti dritti, che dalla primavera all’autunno le donano un aspetto più vivibile e fungono da rifugio quotidiano contro lo smog opprimente.Infine ad est la catena delle Alpi appare, nei giorni ventosi come oggi, molto più vicina a noi poveri cittadini metropolitani.


Torino non è (più) una città

Martedì, 13 Febbraio, 2007


(Parental Advisory: il testo contiene espressioni volgari e antisistema)
Torino non è una città. O almeno non lo è più. Lo era quando al sabato sera non avevi scelta che fra tre o quattro posti, ma poi ti divertivi; quando affacciandoti sul fiume marcio non avevi – a rompere i coglioni – lo skyline del Parco Dora, che ora affoga anche la più remota voglia di buttarsi giù. Era una città quando chi suonava non aveva un contratto dopo tre djsets a the Beach, e pubblicare un 45 giri valeva più di un disco d’oro di oggi. Era una città quando al solo nominare Via Artom o le Vallette ci si cagava in mano, anche se tanto – visto che lì non ci si andava – ti venivano a prendere in Via Roma, il sabato pomeriggio. Era una città quando al Comunale Toro e Juve lottavano alla pari, o quasi, e i colori di Torino erano il bianco, il nero e il granata… Oggi Torino non è più una città, una città non festeggia il compleanno delle olimpiadi (ma che cazzo significa!?) Una città non può volere il mare a Porta Nuova. Oggi Torino ha solo colori, ma non è più niente…