Domenica, 6 Maggio, 2007
All’idea di servo non è indispensabile quella di un padrone attuale; anzi trattandosi di una condicio personae, la servitù rimane in essere dal momento in cui se ne verifica la causa (sia essa la nascita da madre schiava o altra causa sopravvenuta) fino alla morte, o fino a quando una dichiarazione di volontà del padrone (manumissio) od altro presupposto riconosciuto dall’ordinamento giuridico ne determina la cessazione. Il fatto giuridico per cui il servo cessa di appartenere a un padrone senza passare nel dominio di un altro (in ispece le derelictio) fa di lui un servus sine domino, occupabile come ogni altra res nullius.
Vincenzo Arangio-Ruiz, Istituzioni di diritto romano, Napoli 1977.
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Massimo, Precarietà, Situazionismo |
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Pubblicato da Massimo
Venerdì, 30 Marzo, 2007
L’Italia è all’ultimo posto al mondo per investimenti in ricerca e università, al settimo per le spese militari1. Nelle dichiarazioni dei redditi per il 2005 solo il 2% dei contribuenti dichiara oltre i 100.000 euro, mentre il reddito medio si attesta a circa 23000; ma in una grande città come Torino – per esempio – circolano oltre 75.000 auto di lusso, a fronte di poco più di 8000 superricchi2.
I forti contrasti che emergono da queste poche cifre impongono alcune considerazioni. Le sfide lanciate dalla globalizzazione alle società postindustriali avanzate sono state raccolte in modo diverso da paesi più sviluppati. L’Italia si è prodotta – con risultati contraddittori – nell’immane sforzo di risanare i propri conti pubblici, ma ha rinunciato a effettuare politiche di sviluppo credibili, lasciando campo libero alle imprese private nazionali e multinazionali, a cui non è parso vero poter approfittare di una mano d’opera – spesso e volentieri soprattutto intellettuale – molto giovane, molto precaria e molto poco flessibile.
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Compiti, Cultural Studies, Flessibilità, Gianni, Pari opportunità, Precarietà, Situazionismo |
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Pubblicato da xean